"Con questo lavoro - ha detto il rocker di Correggio- intendo salutare alcune paure e angosce del passato. Ho sempre cercato di parlare di cose che conosco bene, che potevo ricondurre alla mia vita. Più si va avanti più diventa questo il nocciolo del mio lavoro, anche se più ci si scopre più si è sottoposti alle critiche".
Il disco raccoglie brani completamente diversi tra loro. In uno, "Taca banda", una canzone in puro stile swing, spazio alla batteria al figlio di Ligabue, Lenny. "Mio figlio, che incuriosito ha seguito tutta la lavorazione dell'album, suona la batteria, per cui è venuto spontaneo coivolgerlo e farlo suonare". L'album, interamente prodotto e arrangiato da Corrado Rustici, contiene anche un brano-lettera indirizzato all'amico Francesco Guccini. Si intitola Caro il mio Francesco, una lettera cruda e diretta, scritta di notte da Ligabue, " nata da un'incazzatura tremenda", attraverso la quale il cantante si sfoga contro tutto e tutti ed in particolare contro "l'ipocrisia di certi colleghi