Il Pdl e la minaccia delle elezioni
Berlusconi al contrattacco: "Nel corso di
quest'ultima settimana il Governo ha ulteriormente rafforzato il proprio
profilo riformatore. Quattro provvedimenti contro tante chiacchiere". Lo afferma in nota il premier Berlusconi, che risponde così allo strappo dei finiani e alla grave crisi di credibilità con la quale si trova a fare i conti. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, sono ore e giorni di grandi manovre, spesso sotterranee. Si parla di una possibile campagna acquisti per rafforzare la maggioranza, supportata dalla minaccia della fine anticipata delle legislatura ed il pensiero corre subito agli ambienti centristi. Ma sia Francesco Rutelli, che Pier Ferdinando Casini, smentiscono che dalle loro parti qualcuno possa essere tentato."Il paese avrebbe
bisogno di un governo che governa, invece questo governo tira a campare- ha detto in un'intervista il leader UDC-
Forse la maggioranza si rappattumerà, ma non è questo il problema.
Quando si arriva con cento deputati di maggioranza alla contabilità sui
numeri, siamo alla frutta". Casini ha detto poi che non
entrerà nel governo Berlusconi: "Io sono una persona seria che rispetto
gli impegni presi con i miei elettori che mi hanno collocato
all'opposizione. All'Italia serve un governo di responsabilità nazionale che affronti il
capitolo delle grandi riforme perché così si campicchia e noi non
possiamo permettercelo".